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Anteprima preparata da Federico Vitiello per Officinaidee Adv. Non è il sito ufficiale del Ristorante La Fornace.Anteprima preparata da Federico Vitiello per Officinaidee Adv. Non è il sito ufficiale del Ristorante La Fornace.

Come è fatta
La Fornace RistoranteTorna all’anteprima

Per Officinaidee Adv

Ho rifatto la home del Ristorante La Fornace. Non per rubartelo: per farti vedere come puoi farlo tu.

A parole non convinco nessuno, me compreso: per questo, invece di raccontarti come lavoro, ho rifatto una pagina che conosci bene. La Fornace non sa niente di questa pagina: nessuno l’ha contattata.

Il rebranding completo che raccontate nel vostro progetto del marzo 2025 ha dato alla Fornace un’identità vera, non un tema: la fornace col camino sopra il nome, il Cormorant dei titoli, il sabbia dei bottoni, la losanga fra due linee, il lino, il bordo strappato in fondo all’apertura, e la fiamma nel tondo rosso che sulla carta segna i piatti del fuoco. E il sito è vivo: le foto della sala nuova di gennaio, il video di febbraio, gli eventi, il canale WhatsApp, e la carta intera coi prezzi, che molti ristoranti nascondono in un PDF.

Sono partito da lì. La pagina usa la vostra identità così com’è, le foto del sito e le parole del ristorante; i testi nuovi (il titolo per Google, qualche etichetta, le didascalie) stanno in un elenco, da far approvare al cliente se la usate. Ho cambiato la regia, cioè che cosa si vede per primo e che cosa si muove, e il modo in cui la pagina arriva sul telefono.

Il prima e il dopo, dal telefono

La prima schermata della home di oggi sul telefono, col banner dei cookie
Oggi, come arriva
La prima schermata della home rifatta sul telefono, col camino acceso e L’arte del fuoco
L’anteprima

Su PageSpeed (Lighthouse, dal telefono)

Lo strumento di Google che rifai in un minuto su PageSpeed Insights, col profilo del telefono. La rete e il processore lenti li ricava con un calcolo invece di rallentarli davvero: per questo i suoi secondi sono più alti di quelli della sonda qui sotto. Due passaggi per parte: del sito di oggi tengo il migliore, dell’anteprima il peggiore. Un primo passaggio sull’anteprima era venuto 75, con la macchina che misurava carica di altri lavori: l’ho rifatto.

Il voto delle prestazioni
96 su 100invece di 57
La prima schermata (LCP)
2,6 sinvece di 8,1 s
L’accessibilità
100 su 100invece di 86

Con la sonda, in una rete rallentata davvero

Apre la pagina come un telefono senza cache, col processore lento e la rete di un 4G, o di una rete lenta: tre giri, e la mediana. Il peso e le richieste li conta lei.

La prima schermata (LCP), in 4G
0,7 sinvece di 1,1 s
La stessa, in una rete lenta
2,0 sinvece di 3,8 s
Il peso al primo caricamento
419 KBinvece di 3,4 MB
Le richieste ad altri siti
0invece di 10

Che cosa legge Google

Lette nel codice della pagina, quella di oggi e quella rifatta.

Il titolo
«Ristorante La Fornace a San Vittore Olona: cucina al fuoco tra Legnano e Parabiago»invece di «Home - La Fornace»
La descrizione
c’è, coi luoghi e le parole che la gente cercainvece di nessuna (Google la compone da solo)
I dati strutturati
un ristorante, con indirizzo, telefono, menù, prenotazione e il Buon Ricordoinvece di una pagina e un’organizzazione generiche
Il titolo principale
uno solo, «L’arte del fuoco»invece di cinque (tre sono le scritte decorative «I menù», «Cene romantiche», «Esperienze»)

Misurato il 25/10/2026, il sito di oggi dalle 12:41 alle 12:45, l’anteprima pubblicata dalle 13:34 alle 13:39. I numeri di PageSpeed li rifai in un minuto; quelli della sonda, a occhio, dal tuo telefono.

Che cosa ho cambiato, e perché

  1. La vostra identità, a tutti

    Oggi il Cormorant e il Barlow arrivano solo a chi accetta i cookie di marketing: il foglio di Google Fonts è fra i servizi che il banner blocca fino al consenso. Chi preme «Nega», o guarda la pagina per la prima volta, legge «L’ARTE DEL FUOCO» in un Arial grassetto. Qui i caratteri li serve il sito stesso: arrivano subito, a tutti, e non c’è niente da consentire.

  2. Il fuoco acceso, appena si apre

    L’apertura è la foto più calda che avete: il camino di marmo acceso e una tavola per due, coi calici incisi col marchio. Il fuoco è vivo: le fiamme ondeggiano e salgono, la loro luce respira sulla tovaglia e sui calici, e quando passi col dito, o scorri, si ravviva, come quando si soffia sulla brace. È la promessa del ristorante fatta vivere invece che detta: è il principio con cui lavoro, feel, don’t tell. Non è un video: è la loro foto, e un piccolo programma (6 KB, nessuna libreria) muove solo le fiamme, che trova da sé dai colori. La prima schermata è la foto ferma, che arriva subito; il fuoco si accende al primo gesto, un tocco o lo scorrimento, e chi ha chiesto al telefono meno movimento vede la foto.

  3. Il piatto sotto il fumo

    Nella sezione dei menù c’è uno dei loro piatti col fumo che sale, come sotto la campana di vetro che alzano al tavolo. Quando il piatto arriva a metà schermo il fumo si dirada da solo; col dito lo scosti dove vuoi, e torna piano. Accanto, le loro parole: «Ci piace far vedere come ultimare parte dei piatti direttamente in sala per stupire e divertire». Subito sotto, i menù e la prenotazione.

  4. Il tavolo a un tocco

    «Prenota» sta nella testata su ogni schermata; accanto alla prenotazione c’è WhatsApp in apertura, e in fondo anche il telefono: oggi, in fondo alla pagina, sono testo e non link. In questa anteprima non partono: al tocco una riga dice che sul sito vero lì si apre il loro modulo, la chat o la chiamata, così nessuno prenota per sbaglio. I numeri scritti in pagina sono a pezzi, così i programmi che raccolgono numeri per lo spam non li trovano; il telefono resta intero solo nei dati per Google, che servono a farlo trovare.

  5. Il menù dove si decide

    Oggi la home non dice un prezzo e nomina solo di passaggio la carbonara, il tonno e il filetto sulla pietra; il menù sta a due passaggi. Qui le quattro proposte, da Fuoco, Fumo e Fiamme al pranzo di lavoro, hanno il loro prezzo in vista, e la carta intera si apre dalla home, coi piatti del fuoco segnati dalla loro fiamma.

  6. Google che capisce che è un ristorante

    Un titolo e una descrizione con San Vittore Olona, Legnano, Parabiago e la cucina al fuoco, un solo titolo principale, e i dati strutturati di un ristorante: indirizzo, telefono, menù, prenotazione.

  7. La velocità

    Niente tema, niente slider, niente richieste ad altri siti: le foto nelle misure che servono a ogni schermo, i caratteri serviti dal sito stesso. E non c’è nessun banner, perché non c’è nessun cookie.

  8. La cura che non si vede

    Il sabbia regge il testo scuro (col bianco sopra oggi è a 2,2:1, sotto la soglia di leggibilità), ogni link ha il suo nome per chi usa un lettore di schermo, i comandi sono grandi abbastanza per il pollice, e il logo ha il suo testo. Correggendo, ho messo in un elenco per il cliente qualche dubbio dei testi: per esempio la pietra del filetto, «ollare» in home e «lavica» nella carta.

Due cose, intanto, si sistemano già domattina sul sito di oggi, senza aspettare il resto: il titolo e la descrizione della home, che oggi sono «Home - La Fornace» e niente; e i caratteri, che possono stare fra i servizi necessari del banner, o serviti dal sito, così la vostra identità arriva anche a chi nega i cookie.

Quanto tempo, e con che cosa

Un’ora e mezza: dal 25 ottobre alle 11:08 alla prima pubblicazione, alle 12:41; poi il collaudo indipendente, e le sue correzioni pubblicate alle 14:02. L’ha costruita un agente di intelligenza artificiale (Claude) che lavora con Linus, il metodo con cui lavoro: prima ha studiato e misurato il sito di oggi, poi ha scritto l’analisi e il progetto, poi le prove. Un secondo agente, che fa da regia per me, ha giudicato le prove sugli scatti prima che la pagina si vestisse; un terzo, che non l’ha costruita, l’ha collaudata e ha riletto ogni fatto sulla fonte. Il mio lavoro sta nel metodo che seguono. Il lavoro ha coperto la home: il resto è nell’elenco qui sotto.

Next.js, pubblicata su Vercel: nessun tema, nessun plugin, nessuna richiesta ad altri siti dentro la pagina. Se la pagina va online, si aggiunge il gestore dei contenuti: la Fornace cambia da sé il menù del mese, i prezzi e gli eventi dalla pagina stessa, senza chiamare nessuno. In questa anteprima non c’è. Il tempo vero, adesso, sta nelle decisioni: che cosa deve sentire chi arriva, che cosa togliere, che cosa appartiene soltanto a loro.

Che cosa puoi portare alla Fornace

  • Le pagine interne rifatte così, con la stessa identità: i menù, la cena romantica, lo Chef Table, il giardino, gli eventi.
  • Il menù del mese, Fuoco, Fumo e Fiamme, e gli eventi pubblicati da loro dalla pagina in pochi minuti.
  • Un video loro per l’apertura, girato in sala con la luce della sera: il camino acceso, la campana alzata al tavolo, la pietra che sfrigola.
  • Quante prenotazioni e quanti messaggi WhatsApp partono dal sito, misurati senza cookie e senza banner.
  • Una pagina per ogni ricerca che porta da loro, come quella del ristorante romantico che avete già: il pranzo di lavoro sul Sempione, lo Chef Table, la gift card.

Se vuoi vedere come si lavora così

Giovedì 29 ottobre, dalle 14 alle 17, sono alla 24ORE Business School di Milano con le agenzie, insieme a Marco Santonocito, che costruisce prodotti digitali. Organizza Alleniamo Imprese, la scuola ci ospita.

Il programma del pomeriggio (si apre in un’altra scheda)

Federico Vitiello

Alleniamo Imprese: formazione sull’intelligenza artificiale per le imprese